L’arte di promuovere se stessi (o la propria attività) sui social

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Quali sono le prassi più indicate per promuovere i tuoi contenuti sui social media? Quali sono quelle da evitare?


Secondo Treccani la parola “promozione”, in una delle sue accezioni, si riferisce all’insieme delle attività volte a incrementare la vendita di un prodotto.

Si desume quindi che tutti gli sforzi relativi alla promozione vengano fatti con la speranza da parte di chi vende di ottenere un ritorno sugli investimenti elevato.

Il cosiddetto ROI (return on investment) rappresenta un indice di misurazione delle performance molto rilevante, in quanto tiene traccia dei risultati ottenuti in base alla spesa pubblicitaria, al numero di click e di impressioni raccolte sulla pagina dell’attività promossa e alla quantità di azioni effettuate dalle persone interessate sotto forma di acquisti, registrazioni o download.

Al pari delle strategie di promozione che vengono realizzate per vendere un prodotto, quelle che sono adottate nel campo dei social media mirano prima di ogni altra cosa a far sì che l’attività in questione acquisti visibilità, attraverso like e interazione con i contenuti pubblicati. Il profitto economico si trasforma in profitto sociale, apprezzabile in presenza di un’attività di promozione pertinente dei contenuti.

Ma come si promuove un contenuto?  O meglio, quali sono le procedure alla base di un processo del genere? Quali quelle che dovrebbero essere evitate?

Alcune cose da evitare:

Non si può pensare che i social network siano un luogo dove poter agire senza cognizione di causa. Che si tratti di un brand o di promuovere se stessi, esistono delle prassi che sarebbe opportuno evitare:

1. Pubblicare contenuti senza una strategia vuol dire improvvisare e non dare il giusto peso ai desideri dei potenziali fruitori, quelli che alla fine decidono le sorti della nostra attività. Non si può pensare di condividere contenuti originali o scritti da altri senza avere un piano di azione ben definito.

2. C’è una linea non troppo sottile che separa la promozione dallo spam: condividere un contenuto senza costanza e non promuoverlo affatto sono quasi la stessa cosa. L’errore ancora più grande che si può commettere è credere che la fase di promozione non rientri all’interno del processo di content marketing, ma che lo integri.

3. Hai finalmente iscritto la tua attività sui social. Hai dei contenuti validi (non lo metto in dubbio!), hai fatto i compiti a casa e ora hai un’idea precisa di come promuoverli. Forse però non hai fatto i conti con una verità incontrovertibile: oggi tutti i social media, quando sono utilizzati per scopi professionali, sono degli strumenti a pagamento. Lo sapevi che su Facebook un post pubblicato su una pagina con una fan base di 15 mila persone ne raggiunge a malapena mille se si tratta di contenuti organici?

4. Non ascolti e sei autoreferenziale. Quando decidi di produrre un contenuto, non fai le dovute ricerche. Pensi che il tuo prodotto sia buono in tutte le stagioni e non presti attenzione al tipo di discussioni che si generano online. Non usi strumenti adatti, fai riferimento esclusivamente a te stesso, trascurando o perdendo ogni rapporto con la realtà esterna. Hai usato l’algoritmo di Google per cercare le parole che vengono associate al prodotto che offri o all’argomento che vuoi affrontare? Hai utilizzato le keyword più rilevanti per la tua attività?

Alcune cose da fare:

1. Il punto di partenza per avere un riscontro positivo su ciò che fai è avere un piano d’attacco. Idearne uno ti permette di avere una visione a lungo termine e di tenere traccia di quello che fai. Guardare a ritroso ti consentirà di capire quale scelta ha prodotto meno risultati e di apportare le giuste modifiche, o di declinare differentemente una forma di promozione che ha avuto molta visibilità.

2. Promuovere un contenuto più volte all’interno di un arco di tempo ben definito dà più opportunità agli utenti interessati di visualizzare il tuo aggiornamento. Non è un mistero infatti che oggi i social media siano saturi di informazioni e che gli aggiornamenti abbiano davvero pochissime occasioni per essere notati. Per questo è importante utilizzare finestre temporali diverse per avere tassi di engagement più alti. Sperimentare orari diversi ti permetterà di capire quali sono i più performanti; tuttavia esistono tantissimi studi relativi al corretto uso del tempo nella promozione dei contenuti.

3. Nessuno ti prenderà mai sul serio se i tuoi contenuti non sono coerenti tra loro e con il social network che hai scelto. Di cosa parli quando scrivi? Quali servizi fornisci? Se non ti sono chiari gli argomenti che vorresti trattare, come pretendi che lo siano per quelli che ti seguono? Essere disorientati nella scelta dei topic da proporre rischia di confondere il target di riferimento e non permette alle storie che racconti di posizionarsi all’interno della tua attività, qualsiasi essa sia. Stai utilizzando Twitter? Usa call to actions (CTAs) e copy creativi. Utilizzi Facebook? Usa visual accattivanti, cancella il link dai copy (a meno che tu non stia postando un’immagine) e, nel caso la tua fosse un’attività vera e propria, evita di proporre il prodotto o il servizio a ogni occasione.

4. Una volta stabiliti gli obiettivi, pianifica delle campagne adv per avvicinare gli utenti alla tua attività. Oltre ai risultati ottenibili in base alle scelte che compi (click sul sito web, conversioni, interazioni con i post, like sulla pagina ecc.), avrai anche l’opportunità di analizzare i dati a posteriori e di capire ad esempio quale tipo di pubblico ha interagito di più e quando lo ha fatto.

Insomma, evitare di promuovere i propri contenuti o promuoverli male è una scelta sconsiderata. Oltre a far decadere il significato stesso dell’espressione content marketing, vuol dire negarsi la possibilità di essere premiati alla fine di un processo creativo faticoso.

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